Con la denominazione “amianto” o “asbesto”, si indica un gruppo diversificato di minerali naturali a struttura microcristallina di aspetto fibroso, appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Tra questi silicati, i più diffusi sono: la Crocidolite (amianto blu), l'Amosite (amianto bruno), l'Antofillite, l'Actinolite, la Tremolite e il Crisotilo (amianto bianco).
La struttura fibrosa attribuisce all’amianto particolari caratteristiche (resistenza a fuoco, calore, agenti chimici, abrasione, usura, proprietà fonoassorbenti e termoisolanti ecc. ) che unite al basso costo e all’estrema versatilità ne hanno fatto un materiale largamente utilizzato, in particolar modo se legato a materiali di costruzione (calce, gesso, cemento) e ad alcuni polimeri (gomma, PVC).
Attualmente è possibile trovarlo in innumerevoli prodotti quali: corde, guarnizioni, nastri e guaine per la coibentazione di tubazioni, caldaie, centrali termiche e termoelettriche, tessuti per il confezionamento di tute protettive antifuoco, coperte spegnifiamma, lastre (miscelato con cemento - Eternit), carta e cartoni utilizzati come barriere antifiamma, impasti con gesso e/o cemento impiegati per la coibentazione di tubazioni, spruzzato in impasto con altri materiali come isolante termico, coibentazioni di carrozze ferroviarie, di navi, di autobus, ecc..
L’amianto è una sostanza cancerogena e rappresenta un pericolo per la salute umana quando esiste la possibilità che le fibre si disperdano nell’ambiente e vengano inalate, causando patologie gravi ed irreversibili principalmente legate all’apparato respiratorio (pleuropatie, pneumopatie, neoplasie).
Il rischio di dispersione di fibre è strettamente legato alla friabilità del materiale contenente amianto (MCA), che infatti vengono classificati come friabili (materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale) e compatti (materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici).
I più pericolosi sono ovviamente i materiali friabili, che a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione. L’amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se segato, abraso o deteriorato).
Con la legge 27.03.1992 n. 257 viene vietata l’estrazione, l’importazione, l’esportazione la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto (MCA) e di seguito con il D.M. 06.09.1994 vengono dettate le norme per l’effettuazione della valutazione del rischio derivante da MCA.
Servizio Ambiente è in grado di fornire al pubblico e al privato assistenza tecnico-analitica nonché servizi di consulenza, al fine di gestire i diversi aspetti legati al censimento (localizzazione dei materiali) alla gestione (valutazione del rischio e programma di controllo) di MCA.